Scuola internazionale di Sigma-Art (I.S.U.)

Scuola internazionale di Sigma-Art


IL GIULLARISMO AUTOPOIETICO


I Giullari Autopoietici sono ricercatori in formazione in Sigmasofia Io-somato-autopoietica, specializzati nel settore ed offrono la loro attitudine al giullarismo, alla risata, alla clowneria, alla solidarietà senza ritorno, ovunque!
Il giullare autopoietico è un girovago, un viaggiatore la cui arte si esibisce nelle piazze, nelle vie, nei teatri e in ogni ambiente naturale.
Utilizza il canto, il suono, la danza, la musica, tutte le abilità dell’artista di strada, è un poeta, ed ingloba tutte queste capacità in un’azione chiave: il gioco libero, spontaneo, intuitivo.


Il termine giullare deriva dal latino 

ioculare (da iocus), che significa gioco. 

Il termine Autopoiesi indica essenzialmente la facoltà creativa, di Creazione Continua
presente nell’Io acquisito 

che può manifestarsi in ogni azione.
Dal greco poiesis,

che significa produzione, creazione.
La parola auto, deriva dal greco autos, 

che significa se stesso.




Si tratta, quindi, di creazione, di produzione realizzata da se stessi, attraverso il gioco libero, spontaneo, intuitivo, sincronico
ed altre arti, facoltà, disponibili all’Io acquisito.
Tale condizione dell’essere è quella che, attraverso la maieutica autopoietica, il giullare tenterà di evocare con l’aiuto della consapevolezza della propria rappresentazione, ascoltando l’Io-psyché degli altri, vivendolo, partecipandolo come parte integrante dell’Universi-parte: di se stessi.
In particolare, possono affiancare i diversi staff di strutture che si occupano di guarigione (come gli ospedali, le Case di Cura, le cliniche) e di strutture di recupero (come le prigioni, gli orfanotrofi, le case-famiglia, ecc.): ovunque ci siano attività che coinvolgono l’essere umano.
I giullari autopoietici sono orientati verso l’autopoiesi continua, intesa come orientamento verso la scoperta vissuta, empatica, divertente dei significati autopoietici del vivere e dello stato coscienziale punto morte, attraverso cui l’altro viene riconosciuto come parte di sé: dell’Universi.
Da questo, scaturisce che l’azione, che il giullare autopoietico fa a se stesso, è fatta all’altro e quanto fa all’altro è fatto a sé.
Praticare il giullarismo autopoietico richiede una preparazione di base e il raggiungimento vissuto della naturale predisposizione alla risata, all’allegria, sempre presente nell’Io che raggiunge la condizione di autopoiesi-continua.
Ovunque si trovi, il giullare autopoietico sa improvvisare, sa trasmettere la propria umanità, la propria consapevolezza raggiunta, creando con il pubblico, con il paziente, con il ricercatore un momento di sospensione e di penetrazione intuita dei significati acquisiti e autopoietici del vivere e dello stato coscienziale punto morte. La sua formazione è continua e, nella fase preliminare, deve conoscere le tecnologie operative della Sigmasofia, le Autopoiesi olografiche e, successivamente, tutte le tecnologie operative dell’artista di strada, del mimo, dell’improvvisazione intuitiva e sincronica, della comunicazione Io-somato-autopoietica non verbale. Dalla situazione in cui si trova, deve saper creare gioco, danza, e condividere empaticamente la sofferenza, vibrando con essa, risalendola e trasmutandola.
Di solito, ai corsi di Sigmasofia, riservati al settore specifico, seguono i periodi di tirocinio, durante i quali il giullare autopoietico in formazione viene accompagnato ad esibirsi in strada o presso le strutture pubbliche o private, da chi è già abilitato.
Il giullare autopoietico attua l’arte maieutica autopoietica, veicolando prese di consapevolezza e insights intuitivi e sincronici ad ogni Io-psyché, indipendentemente dalla condizione di sofferenza o di gioia in cui si trovi, in modo da indurre nuove modalità di relazione verso se e verso il cosiddetto altro. Si prefigge di essere una destrutturazione del livello identificativo eventualmente presente nell’Io-psyché del pubblico: la risata, la musica, il canto, la magia, l’empatia potranno essere così condivisi, per ritrovarsi insieme

esploratori di tempi, saperi e conoscenze.

(N.Mangiameli)


Disabile a chi?!

Io sono Francesco!


Ciao, mi chiamo Francesco e voglio raccontare come ho conosciuto Alessandro:

Una domenica, mentre passeggiavo con la mia fidanzata e Sasha, il mio cane, ci siamo fermati in una piazza di Napoli per assistere ad uno spettacolo di strada. Alla fine dello spettacolo, è capitata una cosa che mi ha meravigliato: si è avvicinata a me Sofia, il cane di Alessandro, è salita sulle mie gambe ed ha iniziato a leccarmi il viso. Alessandro mi ha detto che Sofia lo ha fatto perché sente che sono una bella persona. Mi ha donato un dvd dei giullari autopoietici e mi ha dettoo:

Osservalo e fammi sapere cosa ne pensi, questo è il numero del mio cellulare.

Sono tornato a casa ed ho visto il dvd; mi ha emozionato tanto, ho telefonato ad Alessandro e gliel’ho detto. Mi ha chiesto se volevo partecipare alle attività dei Giullari Autopoietici.

Ho risposto: Si, non mi piace stare fermo, voglio sentirmi utile e quello che fate mi entusiasma.

Non potete immaginare che emozione ho provato quando sono entrato per la prima volta in Ospedale a portare allegria e gioia ai bambini sofferenti.

Francesco MORALE


GLI SCUGNIZZI AUTOPOIETICI

Napoli e Castel Volturno...

le nostre origini

Gli Scugnizzi Autopoietici nascono grazie al progetto di volontariato Agorà condotto da Alessandro Ferrara e Espedito Petacca

(Ass.ne Sigmasofia onlus)



A Castel Volturno, uno dei luoghi dove abbiamo condotto le nostre attività di volontariato autofinanziato nasce il progetto Agora finalizzato alla formazione artistica autopoietica per gli scugnizzi del territorio.
Soltanto due mesi fa venivano uccisi dalla camorra, a colpi di kalashnikov, sei africani. Siamo in una delle tante località del pianeta, in cui la terra continua ad inghiottire sangue di delitti efferati e costanti. Oggi vengo a conoscenza che alcuni adolescenti del quartiere in cui vivo si sono procurati un manichino, lo hanno vestito, disteso al suolo e cosparso di ketchup. Hanno telefonato ai carabinieri e gli hanno comunicato che era stato ucciso un uomo. I carabinieri sono sopraggiunti sul luogo ed, avvicinatisi al finto cadavere, sono stati beffeggiati con cori offensivi.

Perché questi adolescenti, mi chiedo, hanno fatto una tale opera?
Sono soltanto dei provocatori e dei futuri criminali o dietro c’è dell’altro?

Sicuramente c’è un disagio sociale gravissimo, dovuto all’assenza quasi totale delle istituzioni, ma c’è anche una grande creatività-fantasia che andrebbe stimolata, per agire altri tipi di opere. Vedere questo territorio militarizzato, per far fronte alla lotta contro la camorra, da un lato rasserena l’animo, dall’altro spaventa, perché senza un adeguato intervento socio-educativo per far emergere dagli individui quella parte sana che rappresenta la rinascita del territorio, dove si va, se non verso una forma di repressione che preclude ogni possibile chance?
Che cosa possono fare dei bambini, degli adolescenti, assediati da scene di prostituzione, omicidi, violenza, militarizzazione, se non riproporre all’esterno ciò che introiettano da tali dominanti presenze?...

 

Testimonianza di uno Scugnizzo

(Alessandro Lisenni)

Ciao guagliu!!! Mi chiamo Alessandro Lisenni e sono pure io uno scugnizzo. Il bello di essere uno scugnizzo è che, quando stai per strada, conosci meglio certe cose che a tanta gente fanno paura. Nei posti dove sono cresciuto, per vivere tranquilli, bisogna avere coraggio ed essere più forti degli altri ed io lo ero, nel gruppo. Ma, adesso, mi sento ancora più forte, perché sono un clown e un giocoliere.

E sapete perché mi sento più forte?

Perché così penso che posso sperare in una vita più allegra, piena di viaggi e di nuove amicizie.

Non voglio fare la stessa fine di tante persone che conosco.

Mi piace la vita e la libertà.

Capisc a me!!

Ultimamente, mi sto allenando molto con il fuoco e, forse proprio perché la mia vita è stata sempre piena di fuoco, mi piace troppo.

Il mio maestro Alessandro mi diceva sempre che io avevo talento, ma all’inizio pensavo che mi stava prendendo in giro. Oggi credo che sto diventando bravo, ma che ho ancora tante cose da imparare. Una cosa è certa. Dopo sei anni di preparazione, inizio a sentirmi un’artista, un giocoliere, un clown e credo che in questo momento non sta diventando soltanto un lavoro per me, ma anche un modo per allontanarmi da situazioni che mi fanno stare giù. Quando vedo gli altri scugnizzi che, per avere un paio di scarpe o soltanto qualche cosa di soldi per uscire con la fidanzata, vanno a fare le tarantelle (attività illecite), penso che non si rendono conto che esistono altre strade, perché non hanno avuto la fortuna che ho avuto io di scoprire la mia passione: l’arte.


Ciao, mi chiamo Enzo Lombardi, sono uno scugnizzo napoletano e sono fiero di esserlo.

A Napoli, la vita é molto dura....ed, ultimamente, è peggiorata . Io mi ritengo molto fortunato, perché, da ben 5 anni, ho conosciuto una persona che mi ha aiutato a cambiare la mia vita: Alessandro.

Ho sempre lavorato per 50 o 70 euro a settimana, lavorando 7 giorni su 7, dalla mattina fino alla sera, poi, quando ho conosciuto Alessandro, ho scoperto che avevo un talento dentro di me nascosto e, se non lo conoscevo, questo talento forse rimaneva nascosto. Quando vedevo Alessandro giocare con clave, palle, torce e andare sui trampoli, sul monociclo, io pensavo che era un impresa impossibile .

Ma non è così: nulla é impossibile. Mi sono impegnato, allenandomi 4-5 ore al giorno, con un maestro bravissimo ed, ora, mi ritrovo che il mio sogno si sta lentamente avverando e mi dispiace vedere che altri scugnizzi non hanno ancora un sogno, perché la loro vita è diventata un incubo.

Molti, per sopravvivere, rubano, spacciano la droga e poi finiscono in carcere o vengono uccisi . È bellissimo fare spettacoli per i bambini. Nel nostro gruppo ci sono anche ragazzi diversamente abili che, grazie ad Alessandro, hanno scoperto anche loro il loro talento Ed, ogni volta che saliamo sul palcoscenico insieme, mi emoziono sempre come tantissima altra gente che ha visto i nostri spettacoli.

A Napoli, non ci sono solo cose brutte come spesso si sente, ma ci sono anche belle cose come quelle che stiamo facendo noi. Noi vogliamo che Napoli cambi, perché può cambiare....

Poi da quando conosco Ale, ho iniziato a viaggiare, conoscere nuovi posti, nuove persone, Quando faccio gli spettacoli, non mi sento uno schiavo, come quando lavoravo per 50 euro alla settimana.

Mi diverto tantissimo e mi sento utile per gli altri. Voglio continuare a seguire questa strada per il resto della mia vita e voglio insegnare ad altri scugnizzi quello che ho imparato io, perché, credetemi, quello che facciamo è bellissimo .