Sigma-Art (La Caravella Editrice)


la vita è

un transfinito palcoscenico 
ove, nel qui ed ora

donandosi con il cuore tra le mani

attraverso la ∑igma A.

è possibile superare ogni forma

di emarginazione sociale.



QUARTA DI COPERTINA

I giullari sono dei viaggiatori di tempi, spazi e conoscenze. Utilizzano il canto, il suono, la danza, la musica, tutte le abilità dell’artista di strada, sono poeti ed inglobano tutte queste capacità in un’azione chiave: il gioco libero, spontaneo, intuitivo. Il termine giullare deriva dal latino ioculare (da iocus), che significa gioco. Il termine autopoiesi indica la facoltà creativa, di creazione continua, presente nell’Io-psyché, che può manifestarsi in ogni azione, dal greco poiesis, che significa creazione. La parola auto deriva dal greco autos, che significa se stesso. Si tratta, quindi, di creazione realizzata da se stessi, attraverso il gioco libero, spontaneo, intuitivo ed altre arti, facoltà, disponibili all’Io-psyché. Seguendo la formazione in Sigmasofia Io-somato-autopoietica (fondata da Nello Mangiameli), il cultore della ∑igma-art somministra la propria conoscenza vissuta, in particolare, tutte le tecnologie psicosomatiche della gelontologia autopoietica (dal greco gelos, che significa riso, risata) ad esseri umani che manifestano disagi, sofferenze esistenziali, a diversamente abili. Molte iniziative sono già state realizzate in Ospedali pediatrici, in case famiglia, in carceri, nelle scuole. Il fatto che a proporle siano stati esseri umani diversamente abili (anche gravi) ci ha consentito di ottenere il patrocinio morale di Unicef.

in copertina © Flaviana Frascogna




Dal Libro il cortometraggio “Ontos”

Location: Sibilla Cumana - con concessione della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei

con l’attore Espedito Petacca

Miglior Cortometraggio e Miglior Attore

al Festival Internazionale

Cinema Patologico

e Miglior Attore

al Festival Internazionale

Artelesia Film Festival 2013


TUTTO E' STATO CONFUSO

(testo tratto dal libro di A. Ferrara)

 
 

ALCUNE PRESENTAZIONI ED EVENTI REALIZZATI:

LIBRERIA INTERNAZIONALE TREVES, PIAZZA DEL PLEBISCITO, NAPOLI. GIOVEDI' 18 APRILE 2013 Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore Domenica 28 Aprile 2013DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITÀ UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI

Castel Volturno-Africa (evento ispirato al Libro Sigma-Art), l’integrazione dei migranti parte dai più piccoli

SLOW FOOD. Presentazione-spettacolo del libro a Viterbo

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Dal libro e dalle attività di volontariato si sono ispirati l'evento Castel Volturno Africa

e il Cortometraggio "Ontos"


CASTEL VOLTURNO AFRICA

(Castel Volturno: 40.000 abitanti......20.000 Africani, la più numerosa comunità africana d'Europa)



Castel Volturno, soltanto due mesi fa venivano uccisi dalla camorra, a colpi di kalashnikov, sei africani. Siamo in una delle tante località del pianeta, in cui la terra continua ad inghiottire sangue di delitti efferati e costanti. Oggi vengo a conoscenza che alcuni adolescenti del quartiere in cui vivo si sono procurati un manichino, lo hanno vestito, disteso al suolo e cosparso di ketchup. Hanno telefonato ai carabinieri e gli hanno comunicato che era stato ucciso un uomo. I carabinieri sono sopraggiunti sul luogo ed, avvicinatisi al finto cadavere, sono stati beffeggiati con cori offensivi.

Perché questi adolescenti, mi chiedo, hanno fatto una tale opera?

Sono soltanto dei provocatori e dei futuri criminali o dietro c’è dell’altro?

Sicuramente c’è un disagio sociale gravissimo, dovuto all’assenza quasi totale delle istituzioni, ma c’è anche una grande creatività-fantasia che andrebbe stimolata, per agire altri tipi di opere. Vedere questo territorio militarizzato, per far fronte alla lotta contro la camorra, da un lato rasserena l’animo, dall’altro spaventa, perché senza un adeguato intervento socio-educativo per far emergere dagli individui quella parte sana che rappresenta la rinascita del territorio, dove si va, se non verso una forma di repressione che preclude ogni possibile chance?

Che cosa possono fare dei bambini, degli adolescenti, assediati da scene di prostituzione, omicidi, violenza, militarizzazione, se non riproporre all’esterno ciò che introiettano da tali dominanti presenze?

Hanno bisogno di alternative, hanno bisogno di obiettivi, hanno bisogno di luoghi, dove costruire insieme dei progetti, realizzarli e trasformare la realtà in cui vivono.

Ero fuggito da Napoli, perché volevo la tranquillità e l’avevo trovata, andando a vivere in un’oasi di verde, nel Viterbese.

La mia permanenza a Castel Volturno doveva essere temporanea, ma, adesso, mi sto incamminando verso una nuova fase della mia vita.

Voglio trovare la mia pace, partendo da questi luoghi in cui di pace c’è n’é ben poca.

Questo è l’inizio del nuovo viaggio: nascono gli scugnizzi autopoietici.

Adesso, con gli Scugnizzi e i Giullari Autopoietici, sto cercando di scrivere nuove pagine, da aggiungere a quelle di sangue e povertà, già scritte: pagine che raccontino nuove storie di cambiamenti piccoli, ma, incisivi, mi auguro. La vera pace è in ogni luogo.



(tratto dal libro di A. F.)

Dalle esperienze vissute in questo territorio decido di organizzare un evento per i diritti umani coinvolgendo i bambini di una scuola elementare: l'Istituto Comprensivo Villaggio Coppola. Quando entrai la prima volta nelle classi, fui assorbito da fortissime emozioni:

"nella scuola circa mille bambini metà bianchi e metà neri. Li ho visti mangiare nella stessa busta di patatine,

abbracciarsi senza alcun pregiudizio........"

L'’evento CastelVolturnoAfrica, con il patrocinio morale del Comitato Regionale Campania per l'Unicef Onlus" e organizzato e diretto

dall' Associazione Sigmasofia onlus e Istituto comprensivo Villaggio Coppola (CE)

Ufficio Stampa:PUNTOMAGAZINE Reportage: NAPOLI CITTA' SOCIALE Presentato da Janni Joannis Chantzis audio:Dj Kenzo e Mario Camasso

con il sostegno artistico di Paky Palmieri Group, Michele Bonocore, Maurizio De Franchis, Scugnizzi Autopoietici,

PAN|Museo delle arti (Napoli)

presentazione della Mostra "Vite Autopoietiche"

Un lavoro di Flaviana Frascogna con la collaborazione di A. F.


Non immaginavo mai di arrivare a recitare perché io mi ricordo che avevo solo una poesia che scrissi dopo un rifiuto di un amico. Quella poesia poi è diventata la prima piccola performance. Prima le persone mi prendevano in giro per la mia voce sottile, invece ora quando faccio il clown la mia voce piace soprattutto ai bambini perché questo timbro acuto è diventato una particolarità. Sembriamo scemi ma ci rilassa ti fa dimenticare di tutti. Anche di tua mamma e di tuo padre.Faccio queste cose anche perché esorcizzo un po’ il mio disagio sociale. Stai sempre a casa cerchi sempre di studiare la musica o nuove cose. Oggi noi giovani non abbiamo molto da fare nella vita sociale, per strada, la gente non comunica così tanto. Storie di ragazzi “cosiddetti” diversamente abili e scugnizzi che attraverso un percorso formativo autopoietico, sono stati in grado di raggiungere forme di autorealizzazione e autoguarigione estremamente significative. Nello specifico un’autorigenerazione, una conoscenza, un’ autorealizzazione attraverso l’arte che si pone come un’applicazione possibile di queste tecniche e trova nel primo centro italiano Sigmasofia la sua massima espressione. Lo scopo è quello di formarsi a se stesso e di integrare quella parte di sé, denominata l’altro, utilizzando tutte le proprie forze e facoltà. Le Autopoiesi non sono tecniche fisse, da seguire intellettualmente: per funzionare, devono esprimersi scaturendo direttamente dall’insight intuitivo e sincronico, permettendo così di utilizzare qualsiasi situazione sensibile e sovrasensibile, come strumento autopoietico.

(Flaviana Frascogna)





RECENSIONI


RECENSIONE DEL CRITICO LETTERARIO GASPARE AGNELLO

E’ arrivato sulla nostra scrivania uno strano libro di A. F. “SIGMAART” edito dalla casa editrice ‘La caravella’. Libro strano perché non è un romanzo, né un libro di racconti o di poesie, ma un trattato su una nuova scienza o su una nuova religione. Alessandro, sotto la guida di Nello Mangiameli, si dedica agli emarginati, ai diversamenti abili, ai bambini ammalati, ai carcerati, agli extra comunitari che vivono nei centri di accoglienza e lo fa con l’arte.
L’arte di Nello Mangiameli e di A. F., è la Sigma-A. che vuole essere una forma di arte- conoscenza che si basa su l’AUTOPOIETICA che indica ‘la facoltà creativa, di creazione continua, presente nell’'io- psiche, che può manifestarsi in ogni azione’.
In termini più semplici i due inventori di questa scienza diventano attori, giullari, giocolieri e, attraverso la gelontologia, o meglio l’autoironia, cercano di far vivere ai loro spettatori-Diversi- momenti di gioia e di condivisione.


Quindi attraverso un gioco libero, spontaneo i due artisti riescono a esibirsi anche in reparti di oncologia pediatrica, riuscendo a strappare un sorriso a bambini che non avrebbero tanta voglia di divertirsi.
La terminologia usata in questa scienza e, quindi, dal nostro autore può anche disorientare, però a un’attenta lettura del libro ci si accorge che ci troviamo dinanzi a un progetto nobile e di grande impegno artistico e culturale.
La pratica auto poietica impone una profonda dedizione perché l’attore non deve recitare una parte assegnataglia, ma deve entrare interamente nel mondo dello spettatore, per coinvolgerlo totalmente e farlo diventare attore protagonista dello spettacolo.
E’ l’arte del giullare, del pagliaccio del circo, l’arte della musica e del suono che ammalia i serpenti e risveglia i morti.
E la tecnica della gelontologia ovvero del riso assume importanza primaria. Insomma l’attore, attraverso l’arte, il suo spogliarsi e l’entrare nel mondo di persone particolarmente svantaggiate, svolge una grande azione sociale di riabilitazione, di educazione, di terapia del dolore e della sofferenza.
E’ difficile spiegare le tecniche illustrate da A. F. e spiegare il senso della Sigma-A.: per capire il libro bisogna leggerlo interamente ed essere predisposti al bene, al donarsi, alla SPERANZA di cui parla Papa Francesco.
Si leggono romanzi, storie, ma è bello, ogni tanto, entrare in mondi diversi che sembra non ci appartengano ma che invece fanno parte di questo mondo molto spesso malato e che ha bisogno di sorridere e di sperare.

FONTE:

http://www.gaspareagnello.it/2013/03/sigmaart-di-alessandro-ferrara-recensione/

RECENSIONE DEL DIRETTORE EDITORIALE VINCENZO PERFETTO

“S. A.” di A. F. è un diario, ma chiamarlo solo così è estremamente riduttivo. In realtà è un vero e proprio percorso interiore ed esteriore di una persona, l'autore, che ricerca nell'ambito della Sigmasofia (una corrente di pensiero olistico e autopoietico), in particolar modo nell'ambito dell'arte, l'equilibrio in tutte le sue forme.
Alessandro, in quello che chiamerò “diario di viaggio” cioè “Sigma-Art” mette a nudo le sue paure, resistenze e sofferenze; lo fa con una tale semplicità e tranquillità di espressione, che è impossibile non notare l'incredibile lavoro “autopoietico” fatto su se stesso, frutto indubbio del percorso di vita di studio e di sperimentazione della Sigma-Art.
All'interno del lavoro di A.F. sono riportate storie ed esperienze di vita e di “morte” dell'autore, esperienze che hanno accresciuto le sue conoscenze. Fallimenti e vittorie sono raccontate con incredibile tranquillità tanto da indicare al lettore che hanno suscitato lo stesso stato d'animo dell'autore.
Chi si appresta alla lettura di “S. A.”, dopo una abbondante ma necessaria prefazione di Nello Mangiameli, fondatore della “Sigmasofia Io-somato-autopoietica”, si è travolti in una miriade di esperienze anche traumatiche che, tuttavia, rendono il lettore tranquillo, tendendo a rilassarlo. Questo stato d'animo è forse innescato dal racconto dell'opera umanitaria svolta all'interno degli ospedali dai Giullari Autopoietici che, entrati in contatto con casi importanti, superando i loro timori e paure interiori, hanno riportato qualche sorriso ai bambini ricoverati.

La post-fazione di della Dott.ssa Dini Ciacci, presidente del Comitato UNICEF Campania dice che è un diario “che va letto due volte” per intendere la vera essenza del “diario di viaggio di A. F.; ha ragione, alcuni passaggi ed alcuni racconti vanno riletti per scoprire ad ogni lettura sfaccettature diverse.

E' sicuramente un libro da avere nella biblioteca personale.

Vincenzo Perfetto (Direttore Editoriale del magazine carta & web Punto)

Fonte:

www.puntomagazine.it


RECENSIONE DI LINA LA PERNA

(Educatrice e Responsabile dell' ASSOCIAZIONE OHANA )

Tra le mani, S. A., una copertina che strappa un sorriso di commozione e già ti fa amare questo libro. Un bambino che punta un siringone giocattolo verso un giullare, un gesto giocoso che esorcizza il suo vissuto quotidiano in ospedale, dove scompare l’identità del singolo e si diventa numeri legati a terapie. Punta il siringone verso un giullare autopoietico, A. F., che restituisce attraverso il gioco umoristico quel senso di umanità e di rispetto alla persona spesso congelate nei reparti ospedalieri pediatrici.

Sfogliamo il libro, con la curiosità di capire, di conoscere, di leggere l’anima dei protagonisti e ci sentiamo travolti nel diario di viaggio di uno straordinario artista che fa dell’arte una missione sociale.
Sigma art racconta con umiltà la difficile maturazione interiore dell’autore, nel suo percorso di studio nelle terre della Sigmasofia, fermento filosofico di coscienza creativa, e attraverso le strade del mondo, pieno di luce, di turbamenti e contraddizioni di chi ha il coraggio di cercarsi, osservarsi, osare e donarsi. E’ anche la storia di un giovane maestro che non smette mai di essere allievo davanti alla signora Vita con occhi grandi e curiosi.
L’arte che è vocazione, passione, missione, con lo studio e la sperimentazione della S. A., moderna forma di autocoscienza, viene utilizzata come strumento educativo. Strumento che non riduce l’azione ad una mera tecnica, ma che va a crearsi ogni volta nutrendosi di vita, di emozioni, di vissuti, immergendosi completamente nelle atmosfere e riflettendo l’essenza di sé, donandola al prossimo. Suggestive le pagine delle esperienze con i bambini in ospedale, i racconti degli scugnizzi e dei diversamente abili con i quali l’autore cresce e impara, seminando nei loro cuori i fiori dell’autorealizzazione.
A. F., riesce nel raccontare la sua esperienza a far maturare nel lettore una promessa troppo luminosa per sprecarla. Promessa che va accolta e rilanciata, che riguarda il diritto all’educazione e la partecipazione attiva dell’educante che, spinto da una vocazione interiore, da una predisposizione naturale al donarsi, a credere nel potere del cambiamento, ricercando sempre causa effetto delle proprie azioni, tenga per mano i bambini, i ragazzi, gli adulti e li accompagni con empatia, lavorando su se stessi con passione, con ricerca, con studio ma soprattutto con l’anima. La sua anima è quella di un giullare, ma autopoietico, e con questo libro scopriamo che ciò fa la differenza.


RECENSIONE DI DOTT.SSA ROSARIA BRANCACCIO
(campionessa mondiale di nuoto paraolimpico)


"La vita è un transfinito palcoscenico, su cui, attraverso la S. A., donandosi con il cuore tra le mani, è possibile superare ogni forma di emarginazione sociale." Questo, il pensiero di A. F. autore del libro dal titolo "SIGMAART" che narra un percorso di ricerca interiore iniziato dall'autore circa 20 anni fa grazie al suo ingresso nell'associazione sigmasofia, dove attualmente riveste il ruolo di direttore artistico del settore S. A.. L'associazione, che si occupa di varie tematiche, pone la sua attenzione soprattutto sui problemi legati all'integrazione nel sociale di ragazzi diversamente abili e di scugnizzi. L'arte giullaresca, alla base della sua esperienza in S. A., rappresenta per A. F., l'espressione più interna propria del teatro autopoietico del quale è fautore, utilizzato quest'ultimo come mezzo per portare l'individuo alla conoscenza di se stesso. Ed ecco che l' arte diviene anche uno strumento di anti-emarginazione sociale. Sono tanti i motivi per cui secondo me, questo "diario di viaggio interiore" va letto, in particolare fa capire come attraverso il duro lavoro e soprattutto la forza di volontà si possano superare certi limiti e andare "oltre". Ve ne sono tanti altri ma non starò qui ad elencarli altrimenti perdereste il gusto della sorpresa. Per concludere, posso affermare che questo libro rappresenta un messaggio di speranza, quasi un riscatto sociale per tutti coloro che non vogliono e non possono permettersi di perderla. Rosaria Brancaccio.