A-THANATOS 

"immortale"

(con Espedito Petacca e Alessandro Ferrara)


Chi non vorrebbe somigliare a Superman , Batman, Jeeg Robot, Thor, Capitan America, Hulk, Iron Man, Wolverine, Spiderman?

La nostra visione della vita è, generalmente, direttamente proporzionale ai condizionamenti sociali.

Soltanto quando decideremo di penetrare la nostra esistenza, oltre le apparenze, potremo raggiungere lo stato coscienziale che trascende ognii condizionamento: 

l’immortalità.

Ovviamente, non mi riferisco a quella dei Supereroi succitati, ma all'immortalità che, soltanto attraverso un percorso di ricerca interiore, ogni essere umano può raggiungere.

Chi vorrebbe somigliare a Stephen Hawking che, malgrado una sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ha ottenuto un premio Nobel per la fisica? 

Beh, io, pur apprezzando Batman, Superman… 

scelgo Stephen, Espedito (protagonista di A-Thanatos) e tutte quelle persone, che, malgrado, gli onnipresenti pregiudizi della società, con impeto, coraggio e passione perseguono la strada dell’autorealizzazione, oltre le apparenze.

Negli ultimi anni il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo, in Italia, come in tutto il mondo, ha assunto dimensioni abnormi. 

Il cortometraggio A-Thanatos svolge, tra le varie funzioni, anche quella di contribuire alla comprensione delle dinamiche psicologiche che si celano dietro al bullismo. 

All’essenza, è originato dall’incompletezza, dall’ignoranza, dalla paura, dall’inquietudine che da sempre dimorano negli esseri umani e che, talvolta, trovano il loro epilogo in forme di violenza fisiche e verbali anche nei confronti di persone definite erroneamente dis-abili. 

Esiste una responsabilità individuale del soggetto che ha praticato il bullismo, ma anche una responsabilità collettiva.

Infatti, quando definiamo dis-abile un individuo stiamo affermando che è un incapace (dis-abile è la negazione di abile). 

Inoltre, per aumentare il peso del pregiudizio abbiamo inventato il termine normodotato. 

Questa scissione alimenta il fenomeno del bullismo, sebbene, (essendo abituati ad utilizzare questi termini discriminatori), sembriamo non esserne consapevoli.

Il futuro di una buona pratica sociale non è l’anacronistica promozione dell’integrazione di persone cosiddette diversamente abili o disabili, ma l’orientamento dell’io alla consapevolezza vissuta che non esiste nessun essere umano o fittizia categoria sociale da integrare alla società, in quanto, è già tutto inscindibilmente legato:

“tutto è atomicamente e coscienzialmente legato – cit. Nello Mangiameli”

(Alessandro Ferrara, Direttore della Scuola Internazionale di ∑igma-Art)  


A-Thanatos

Per trasformare la vita in un sogno

e un sogno nella Tua vita

Thánatos 

dal greco θάνατος, Morte.

In Sigmasofia è riconosciuto come il figlio di Bios e come il fratello gemello di Ipnos (…)

A,

è privativo: indica la mancanza di ciò che il termine che precede ha come significato.

A-Thanatos

include e ci priva di Thanatos.

È la consapevolizzazione dell’Universo di cui siamo parte inscindibile che crea, evidenzia, nascite e morti: milioni di esseri nascono e milioni di esseri muoiono, è il suo modo di testimoniarci che è trans-finitamente in vita-autopoiesi

A-Thanatos ci lascia intuire che:

  • se un essere umano non vive i motivi per cui vive e per cui muore, matura il diritto-dovere di dire a se stesso che la propria esistenza è incompleta.
  • Il consapevole nascere e il consapevole morire orienta verso la completezza dell’esistere.
  • Ogni vivere e ogni morire indicano l’Universi parte che li include e li genera.
  • L’identificazione-fissazione, la dipendenza assoluta parossistica nella vita-autopoiesi transfinita è l’elisir dell’immortalità.
  • La continua creazione dello stato coscienziale punto vita e dello stato coscienziale punto morte è la prova dell’essere trans-finitamente in vita-autopoiesi
  • dell’Universi-parte, noi stessi.

  • Quando dovrai produrre lo stato coscienziale punto morte, pensalo e penetralo, in quanto è parte della stessa vita-autopoiesi, a cui sembri rivolgerti, per evitarlo.
  • Se sei disposto a vivere-morire, per poter vivere-morire, allora sei prossimo all’auto-trascendenza di essi, a te stesso.
  • La vita-autopoiesi in tre fasi: Vivi come se dovessi produrre lo stato coscienziale punto morte domani; muori come se dovessi produrre lo stato coscienziale punto vita domani: consapevolizza che devi transmutarli entrambi qui ed ora.
  • La formazione vissuta continua a me stesso, l’Universi-parte transfinito, è la ragione per esistere; non poter trovare mai soddisfazione e completezza è la prova dell’immortalità.
  • Affinché A-thanatos sostenga la Tua azione

    e ti ricorda che

     La vita-autopoiesi include i sogni,

    da cui ci si sveglia morendo

     e la veglia in cui ci addormentiamo, vivendo.


    Nello MANGIAMELI

    (Fondatore della Sigmasofia)


     
     

    versione con sottotitoli in inglese: 



    SCHEDA TECNICA

    Durata: 15.30

    Regia: Alessandro Ferrara. Simone Braca
    Fotografia: Simone Braca
    Musiche: Alessandro Ferrara, Matteo Ferraraio
    Riprese e Montaggio: Simone Braca
    Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Ferrara, Nello Mangiameli 

    Intepreti principali: Espedito Petacca, Alessandro Ferrara

    Direttore della fotografia: Simone Braca

    Assistente alla Regia e Location Manager: Laura Orlando

    Testi: Nello Mangiameli, Espedito Petacca, Alessandro Ferrara

    Suono: Simone Braca

    A-Thanatos (musica)

    Audio registred: Carlo Infante

    Audio post: Adriano Maria Poledro

    Segreteria di di Edizione: Simonetta Mello

    Organizzatore Generale: O.P.S. (ordine professionale Sigmasofia)

    Versione Originale: italiana
    Produzione: ΣIGMA-ART® e 21 Grammi produzioni video
    Location: Melito Irpino vecchia - Castello di epoca normanna-sveva e Chiesa di S. Egidio. A seguito del sisma del 1962, il vecchio borgo venne interamente raso al suolo.

     

    Galleria foto

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    SINOSSI:

    A-Thanatos rappresenta il superamento delle proiezioni che accompagnano la coscienza dell’essere umano.
    Vivendo in un corpo definito proiettivamente disabile, ma, in realtà, soltanto un corpo esistente, è stato difficile accettarlo, perché, soprattutto, nell'adolescenza, gli sguardi di pietismo e le frasi offensive mi suscitavano rabbia reattiva. 
    In alcuni momenti, mi sono lasciato condizionare da quella proiezione e sono arrivato a sentirmi veramente dis-abile.
    Quelle paure, quelle sofferenze, quei condizionamenti proiettatimi addosso mi distraevano dallo scendere in profondità e di riconoscermi come essere umano pensante e agente. 
    Intuivo che avrei dovuto trasmutare quella distrazione, quella rabbia in forza, in vita vissuta.
    Oggi, dopo tanti anni di formazione a me stesso la vita vissuta mi si evidenzia attraverso la ∑igma-Art.
    Oggi, i miei ostacolatori divengono all’istante forza per riconoscere i significati della vita. 
    Da sempre, la mia famiglia è consapevole che io sono Espedito! Nulla di più nulla di meno: grazie! 
    Talvolta sento ancora risuonare nelle vene la rabbia che mi suscita il pietismo ma immediatamente sento ancor di più la nuova visione dell’esistenza, che vivo. 

    (Espedito Petacca)


    RIFERIMENTI:

    Dis-abile è semplicemente la negazione di abile: 
    perché proiettare la negazione dell’abilità, qualunque essa sia, che un Io veicola ed esprime?
    Negarla significa non riconoscere quello che è, per cui, chi lo fa evidenzia l’incapacità di riconoscimento dell’altro.

    Il significato della parola normalità potrebbe essere: 
    il riconoscimento vissuto di una propria abilità (consapevolezza, individuazione…), 
    diversa da quella di ogni altro.
    Ci si organizzi, ognuno dalla propria avanguardia di funzionalità, per potenziarla ed ampliarla (…). 
    Di conseguenza, possiamo affermare che siamo 
    tutti diversa-mente abili: 
    tutti abitiamo una mente diversa. 
    Ci riconosciamo come normalmente dotati, (normodotati) di diverse abilità che l’essere, 
    l’ontos di ognuno, semplicemente può esprimere. 
    Per questi motivi, non siamo d’accordo con la convenzione Onu, ratificata dall’Italia con la legge ordinaria numero 7 del 3 marzo 2009, quando parla di persone con disabilità.
    Ogni essere umano può produrre un’alterazione somatica, psichica intellettiva sensoriale o altro ma non per questo motivo ci inventiamo il termine disabile per individuarlo. 
    In presenza di una patologia chiunque si può auto-determinare o meno nel tentare di porla in remissione.

    (Nello Mangiameli – fondatore della Sigmasofia io-somato-autopoietica)


    per approfondimenti:

    www.ordineprofessionalesigmasofia.com



    RECENSIONI

    Il corto targato Sigma Art 

    (di Vincenzo Perfetto - Direttore editoriale del Punto Il Magazine Web)

    Sono diversi anni che seguo le produzione artistiche di “Sigma Art”. Diversi sono, infatti, gli spettacoli che hanno promosso in giro per l’Italia, l’ultimo dell’anno scorso “Diversamente Abiti” organizzato completamente da persone con problemi fisici che vogliono discostarsi profondamente dalla condizione intesa con la notazione “diversamente abili” o “dis-abili. Alessandro Ferrara ed Espedito Petacca sono anni che lavorano su tale consapevolezza. Lo stesso Espedito Petacca ne è un esempio vivente, egli è un uomo stanco del pietismo delle persone che, vedendo dall’esterno la sua condizione fisica, non riescono a vedere il vero Espedito: un attore, un artista ma più semplicemente un uomo come tanti altri che trascorre la sua vita vivendola intensamente.(...)

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